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Domenica, 20 Ottobre 2019
“Ci troviamo a commentare l’ennesimo femminicidio: speravamo che Giulia riuscisse a riprendersi ma purtroppo non ce l’ha fatta. Ci uniamo al dolore dei familiari e di chi stasera sfilerà ad Adria per ricordare Giulia ed al contempo vuole fermare quella che è una vera e propria strage”.
“4milioni e 622mila kg di pesticidi sversati nella Marca Trevigiana, in un anno. Nella sola provincia di Treviso sono stati utilizzati 727mila e 440 kg, pari al 15% del venduto. Peggio di così solo Verona. Stiamo parlando del peggio del peggio del nostro Paese. In Veneto vengono irrorati 12 kg per ettaro contro i 5 della media nazionale. Numeri folli che nessuno, tra Provincia e Regione, sta
A pagina 36 del programma Agricoltura del M5S c’è il paragrafo relativo agli Organismi Geneticamente Modificati e si può leggere “La speculazione sugli OGM riguarda le nuove biotecnologie, “genome editing” e “cisgenesi” che, benché molto più raffinate, soggiacciono alle stesse logiche di monocultura e di brevettualità di prodotto degli OGM e quindi alle stesse
“Da mesi ascoltiamo slogan propagandistici sui presunti risparmi derivanti dal cosiddetto ‘taglia-poltrone’. Nei fatti invece questa legge cambia solo i numeri della rappresentanza, tralasciando una revisione complessiva dei meccanismi e delle funzioni delle Camere stesse che incida realmente sulle casse dello Stato”. Cosi Benedetti Silvia e Sara Cunial, deputate del Gruppo Misto, spiega il suo voto contrario alla riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari.
“Tanti auguri all’Ente Parco Colli Euganeo per i suoi 30 anni! Non possiamo però augurargli altri 100 di questi giorni perché quello di giovedì sarà l’ennesimo compleanno in cui il Parco Colli sarà senza governance, senza un progetto, senza uno straccio di idea sul suo futuro.” Queste le affermazioni di Silvia Benedetti e Sara Cunial, portavoci alla Camera dei Deputati del Gruppo misto.
“Il cambiamento climatico sta minando il futuro di tutti noi e specialmente dei più giovani, che oggi 27 settembre scendono nuovamente in piazza in molte città italiane per gridare la necessità di agire prima che sia troppo tardi. Questi ragazzi costituiscono il nostro futuro e siamo convinte manifesteranno numerosi”. Queste le riflessioni delle Deputate del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial e della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle, che continuano: “a dover combattere il cambiamento climatico siamo chiamati tutti iniziando dai gesti più piccoli, come non utilizzare le automobili quando non è necessario e perdere l'abitudine dell'usa e getta. Le persone devono modificare il proprio stile di vita all'insegna della...
“Oramai è riconosciuto da tutti che la tutela dell’ambiente sia fondamentale e che ogni soggetto debba fare la propria parte. In quest’ottica auspichiamo che il referendum per bandire i pesticidi a Conegliano si svolga a breve, come sembrava dovesse avvenire fino a qualche giorno fa”. Questo il pensiero delle portavoci del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial  riguardo la sospensione del referendum di Conegliano contro i pesticidi decisa dal sindaco Chies.
La rabbia di Greta Thunberg alle Nazioni unite - Il video integrale - OpenIl tuo browser non supporta il tag iframe ONU 22 SETTEMBRE 2019
“Nella giornata di ieri Ispra ha presentato il proprio rapporto annuale sul consumo di suolo in Italia: il quadro che ne esce è piuttosto sconfortante, anche perché il Veneto si conferma prima regione in Italia per ettari consumati nel 2018.” Questo il pensiero della portavoce alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che continua: “Le tragedie che spesso si verificano in Italia non impediscono di edificare anche nelle aree protette, in quelle vincolate, a pericolosità idraulica e in quelle
"Il cambiamento climatico, anche se negato da molte personalità politiche nazionali ed internazionali, è una realtà  con cui tutti dobbiamo confrontarci da ora. Per questo ritengo la "Climate March to the Venice Film Festival", prevista  per sabato 7 settembre, un'iniziativa importante che spero veda una numerosa partecipazione".
“Quello dei pesticidi è un problema non più rinviabile. Per affrontarlo non basta qualche divieto estemporaneo e qualche annuncio di bandiera. Ciò che occorre è una visione sistemica che preveda una ristrutturazione dell’intero settore agricolo. Solo attraverso una riconversione del nostro
"In un paese civile è assurdo che qualcuno venga discriminato in quanto omosessuale: l'amore non dovrebbe conoscere confini o limitazioni. Nel civile e produttivo nordest invece c'è ancora chi compie violenze psicologiche e fisiche sugli omosessuali.
"Qualche settimana fa è venuta alla luce in Emilia Romagna una realtà terrificante di soprusi ai bambini ed alle loro famiglie: per questo sostengo la fiaccolata di venerdì 26 luglio a Treviso affinché si scopra la verità e venga fatta giustizia."Ad esprimersi in tal modo sono le portavoci alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti e Sara Cunial.
Comunicato stampa Opzione Zero 24 luglio 2019 Spandimenti di "compost" a Giare: odori nauseabondi, parte l’esposto del comitato.Odori nauseabondi in questi giorni a Giare: numerose le testimonianze raccolte.Si tratta di compost sospetto, la denuncia di Opzione Zero.Le analisi su campioni analoghi confermano presenza di idrocarburi e di plastica in eccesso.Intanto in zona Lughetto trovati rifiuti di ogni genere in mezzo al terreno coltivato.Autorità e enti devono controllare sul traffico dei rifiuti, i rischi per la salute e per l’ambiente sono altissimi. Da qualche giorno a Giare di Mira la popolazione è costretta a subire un odore acre e insopportabile che nei momenti più intensi provoca bruciore agli occhi e pizzicore a livello di trachea.
In Veneto si registra l’ennesimo inquietante aumento dell’uso di pesticidi. Stiamo parlando, secondo i dati ISTAT, di un incremento del 21% in tutta la Regione, che arriva a un +50% nella provincia di Treviso. È inconcepibile che non ci si renda ancora conti che questi numeri significano una condanna a morte per la nostra terra e le persone che la abitano”. Ad affermarlo sono le deputate del Gruppo Misto Sara Cunial e Silvia Benedetti.
"Dallo studio presentato ieri a Padova intitolato <l'occupazione maschile e femminile in Veneto> per il biennio 2016-2017 emerge una disparità salariale tra uomo e donna di circa il 18%  a parità di mansione. Si tratta di un dato vergognoso anche se purtroppo non sorprendente, essendo tale disparità un fatto noto contro cui non si è ancora agito in modo efficace". Queste le affermazioni delle portavoci alla Camera Silvia Benedetti e Sara Cunial.
LINGUAGGIO MEDIATICO INCANALATO DAI VIDEO: MODI DI SFRUTTARLO POLITICAMENTE di Tiziano Galante Si può rifiutare a priori la tecnologia con le sue promesse più o meno mirabolanti. Costa fatica e proprio per questo è scelta encomiabile in un mondo decerebrato: non può essere altrimenti quando un po’ si preferisce ed un po’ si è costretti a vivere nella dimensione virtuale piuttosto che reale, con le patologie psicofisiche del caso.
"I colleghi del M5S, una volta al potere, hanno perso qualsiasi spirito democratico. Ne abbiamo avuto oggi l’ennesima conferma. Tanto bravi a parlare quanto rapidi a smentirsi nei fatti. Oggi, durante l’esame del dl Sicurezza bis in commissione, il presidente Brescia ha tolto letteralmente
Le dichiarazioni del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti dimostrano la sua incompetenza in materia di gestione faunistica. Posto che la scelta gestionale deve essere coerente con le valutazioni tecniche, su quali basi scientifiche decide l’abbattimento dell’orso M49?”. Così in una nota le deputate del gruppo Misto Silvia Benedetti, Veronica Giannone, Gloria Vizzini
“Ho appreso dalla stampa che il TAR della Sicilia ha accolto il ricorso di Federazione Gomma Plastica/Unionplast ed ha sospeso le ordinanze “plastic free” che bandivano le plastiche monouso dei comuni di Trapani e di Santa Flavia”, afferma la portavoce alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che continua: “A lasciarmi decisamente perplessa sono state le parole di Angelo Bonsignori,
Comunicato stampa del PRC del Veneto - Dopo la "vittoria olimpionica" per abbandono di tutte le altre città concorrenti, tranne la poco convinta Stoccolma, Zaia ha un altro grosso motivo per festeggiare. I vigneti e le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono diventati patrimonio dell'Unesco. A Baku, capitale dell'Azerbaigian, polo petrolifero dall'inizio
"...serve un progetto di Area Vasta che unisca i Sindaci interessati al nostro territorio, a prescindere dalle ideologie di destra o di sinistra, per amministrare al fine del bene comune".  Nel virgolettato c’è il riassunto delle parole del Sindaco di Lendinara, Luigi Viaro, che leggiamo sui giornali e - se non fosse che è persona del centro destra da sempre - sembrerebbero frasi tratte da un intervento di un altro Sindaco Italiano, il Pizzarotti di Italia In Comune, il quale però è ascrivibile al centro sinistra.
“Dopo l’ennesimo sfiorato incidente di domenica 7 luglio a Venezia si ripropone, in tutta la sua drammaticità, il problema delle grandi navi in laguna. Invece di discutere delle soluzioni possibili, stiamo assistendo ad un rimpallo di responsabilità osceno tra Brugnaro e Toninelli, quasi volessero distogliere l’attenzione dal nocciolo del problema”. Questo quanto affermano le portavoci alla
 “Con il riconoscimento attribuito alle colline del prosecco dall’Unesco, la monocoltura industriale basata su un ampio uso di pesticidi e responsabile dell’avvelenamento del suolo e delle acque, delle persone e della vita, nonché dell’erosione del suolo e della scomparsa della biodiversità è divenuta Patrimonio dell’Umanità. E su questo da brindare non c’è nulla”. Ad affermarlo sono Sara Cunial
... insieme a Pesticide Action Network (PAN) Italia una integrazione documentale per consentire una valutazione più corretta”. “Ci uniamo a PAN Italia che ha consegnato ad UNESCO un plico contenente dettagliata documentazione relativa alle criticità connesse alla coltivazione dei vitigni utilizzati per realizzare il Prosecco”.Così le Deputate venete del Gruppo Misto Sara Cunial e Silvia Benedetti insieme alla Consigliera Regionale del Veneto Patrizia Bartelle (Italia in Comune).
FUORI DAL CORO Con grande enfasi e con piena soddisfazione bipartisan è stata accolta dal CIO la proposta di tenere le olimpiadi invernali 2026 a Cortina e Milano. La soddisfazione è grande per Zaia come per Sala. Tutto il Palazzo della politica festeggia a reti unificate, presidente della Repubblica incluso.
Stiamo, tremebondi, a preoccuparci dei minibot... li faranno o no? Che effetto avranno massimo 60MLD di minibot sul sistema Italia? Sopravviverà l'Europa ai minibot?   mentre tra un anno esploderà una probabile bomba atomica; si chiamerà "libra" nome latino che sta per bilancia e sarà la nuova moneta di Mark Zuckerber, patron di Facebook. Tale moneta secondo me fungerà da moltiplicatore esponenziale dell'e-commerce e potrebbe avere l'effetto di esaltare la moneta virtuale al punto da superare la moneta cartacea-bancaria, rendendola quest'ultima del tutto marginale. Le caratteristiche della crypto valuta "libra" in via di realizzazione da parte di Facebook sono sintetizzabili nella stabilità del valore (niente di meglio per la...
“Il referendum sul futuro delle grandi navi in laguna ipotizzato dal Ministro delle Infrastrutture Toninelli dovrebbe avere come quesito “vuoi salvare o meno Venezia?” oppure “vuoi le grandi navi in laguna o meno?” A questi quesiti i veneziani mi pare abbiano già risposto in massa l’8 giugno scorso, sfilando per le vie di Venezia al grido di <no grandi navi a Venezia> ” . Questi i pensieri delle  portavoci Silvia Benedetti e Sara Cunial sulla questione Grandi navi a Venezia.
“Quello delle quote latte è uno dei più grandi scandali della nostra agricoltura. Un sistema criminoso che per vent’anni ha agito indisturbato, frodando allo Stato oltre 1 miliardo e 150milioni di euro all’anno e che, come ha scritto anche il gip Di Nicola nel decreto di archiviazione, ha operato
“Dopo quanto emerso dall’inchiesta di Fanpage riguardante S.E.S.A. spa  e la presunta proposta di sponsorizzazione di 300.000€ per influenzare a proprio favore il risultato dell'inchiesta stessa, abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente Costa”. Ad affermarlo le
“L’ormai famigerato incidente del 2 giugno scorso, in cui la MSC Opera si è scontrata contro la banchina di San Basilio e l’imbarcazione fluviale “River Countess”, ha dimostrato la necessità di bandire una volta per tutte le grandi navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca. Per questo appoggiamo la protesta pacifica del Comitato “No grandi navi” di Sabato 8 giugno”. Queste le dichiarazioni della portavoce alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti e della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle.
Ora basta ! Manifestazione no grandi navi a Venezia. Andiamoci tutti, andiamoci insieme! Dopo il gravissimo incidente provocato dalla MS Crociere domenica scorsa, il Comitato No Grandi Navi ha indetto una grande e importante manifestazione a Venezia sabato 8 giugno alle ore 16 alle Zattere.
L’appuntamento di domenica prossima, quando i rodigini saranno chiamati alle urne per il ballottaggio, rappresenta la possibilità di aprire una nuova stagione a Rovigo con Edoardo Gaffeo sindaco. Un’occasione che sarebbe sbagliato lasciarsi sfuggire: dopo i disastri delle due fallimentari amministrazioni del centrodestra, ora i cittadini di Rovigo possono finalmente voltare pagina.
Oggi è il #WorldEnvironmentDay,  cioè la #GiornataMondialedellAmbiente. Premetto che non dovrebbe esserci neanche bisogno di una giornata dell’ambiente, visto che è logico che il pianeta dove viviamo è l’unico che abbiamo e che dovremmo tutelarlo. Noi politici non possiamo risolverlo da soli ed abbiamo anche il dovere di prendere decisioni antipatiche, ma giuste.
 "Purtroppo la sentenza formulata giovedì 30 maggio dalla Cassazione sulla commercializzazione della cannabis light non fa chiarezza: resta il vulnus delle infiorescenze. La legge 242/2016 sulla canapa industriale, infatti, non aveva normato l'uso delle infiorescenze ed è per questo che è nato
“Ieri 29 maggio abbiamo portato all’attenzione del ministro Centinaio l’annosa questione della moria di api che sta avvenendo in diverse parti d’Italia in seguito a un uso massiccio e scriteriato di pesticidi estremamente dannosi al loro habitat e alla loro vita, come per
Finalmente la tornata elettorale è passata e ci possiamo rilassare nell'analizzare i risultati ed i comportamenti tenuti dai protagonisti aspiranti sindaci. È stata una campagna intensa non priva di colpi bassi che ha dato un risultato bulgaro riconfermando con oltre il 78% Viaro e relegando nel ruolo di opposizione con solo il 13.49% il Ferlin e con l’8.04% il Sambinello, in flessione di ben il 39% rispetto alla tornata precedente. Viaro è stato, secondo noi, premiato dai lendinaresi per le cose effettivamente fatte con una lunga lista di opere portate a termine nel quinquennio di governo e visibili a tutti, mentre Ferlin e la sua squadra, prima hanno creato l’occasione dello scontro ricordando che in
È stato così anche per le banche venete. Dopo aver incensato e difeso fino all'ultimo i dirigenti delle banche popolari venete, Zaia e la Lega hanno rivoltato la frittata accusando Banca d'Italia e Consob per non aver agito a difesa dei Veneti contro la truffa perpetrata nei loro confronti dal management di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Italia in Comune, sezione di LENDINARA, ringrazia sentitamente gli organizzatori,  il Forum Giovani e il Circolo Culturale La Bussola per l'incontro  tra gli aspiranti sindaci alle elezioni del 26 maggio, tenutosi al teatro Ballarin e mediato dal gentile dott. Zambello. Senza questo evento la democrazia sarebbe stata monca, privata del confronto diretto tra candidati e ancor più  priva della emozionata esposizione della "lendinara che vorrei " che i tre candidati sono stati  chiamati a fare.  È  stato un momento  di pura bellezza democratica pur nella sproporzione  della composizione della platea, schierata in gran parte a favore del Sindaco uscente, a cui bisogna riconoscere una notevole capacità  mobilitante.

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zagrebelsky 640(Fonte: Il Fatto Quotidiano - Silvia Truzzi) - Intorno al neopremier "una girandola di parole a vuoto". E nell'attivismo di Napolitano "prevale la paura del nuovo". Intervistato dal Fatto, il costituzionalista svolge un'analisi impietosa

del quadro politico in Italia. La nuova legge elettorale "dettata dall'arroganza e dagli interessi personali". Le larghe intese "la paralisi". E i Cinque Stelle?: "Tabula rasa non è un programma". Il Paese al bivio tra arroccamento del potere e apertura alla partecipazione, "per rianimare la politica" - Può succedere che, nella pausa di una lunga intervista, ti ritrovi in una cucina affacciata su un terrazzo precocemente fiorito, a far merenda con tè al gelsomino. E capita pure che l’intervistato t’interroghi all’improvviso sui romanzi dostoevskijani, l’Idiota in particolare. “A un certo punto, ricorderà, Ippolít dice a Myskin: ‘Principe, lei un giorno ha detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza’. In russo la parola mir vuol dire mondo e, allo stesso tempo, pace”. Per fortuna partecipa anche la figlia del professor Zagrebelsky, Giulia, studentessa di Lettere. “Abbiamo presente, per esempio, l’orrore in cui vivevano gl’immigrati di Rosarno? È pensabile che fossero in pace con i propri simili? Chi a Taranto è costretto tra le polveri dell’Ilva, non è nelle condizioni di spirito di chi respira aria di montagna. Chiediamoci se viviamo in un mondo bello o sempre più brutto, in ambienti disumani, dominati dalla violenza, dalla sopraffazione, dallo sfruttamento. Altro che bellezza! Che salvi il mondo, questo nostro mondo, è una frase da cioccolatino. Infatti, l’hanno ripetuta in molti, autocompiacendosi, in occasione dell’Oscar a La grande bellezza, come se fosse quella di Myskin. Oggi si parla per non dire nulla. E si è ascoltati proprio per questo. Il vuoto non disturba e, se è detto in certo modo, è anche seducente. In un “Miss Italia” di qualche anno fa, una ragazza, per presentarsi, ha pronunciato una frase memorabile: ‘Credo nei valori e mi sento vincente’. Una sintesi perfetta del grottesco che c’è nel tempo presente”.

Professore, che impressione le hanno fatto i discorsi del neo premier?
Mah! Non tutto piace a tutti allo stesso modo. In attesa di smentite, mi par di vedere, dietro una girandola di parole, il blocco d’una politica che gira a vuoto, funzionale al mantenimento dello status quo. Una volta Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani definirono ‘razza padrona’ un certo equilibrio oligarchico del potere. Oggi, piuttosto riduttivamente, la chiamiamo ‘casta’. Un’interpretazione è che un sistema di potere incartapecorito e costretto sulla difensiva, avesse bisogno di rifarsi il maquillage. Se questo è vero, è chiaro che occorrevano accessori, riverniciature: il renzismo mi pare un epifenomeno. Vorrei dire agli uomini (e alle donne) nuovi del governo: attenzione, voi stessi, a non prendere troppo sul serio la vostra novità.

Il filo rosso di queste conversazioni è come sta l’Italia. Le risposte non sono quasi mai state incoraggianti: ci siamo chiesti quali responsabilità abbia la classe dirigente.
La classe dirigente – intendo coloro che stanno nelle istituzioni, a tutti i livelli – è decaduta a un livello culturale imbarazzante. La ragione è semplice: di cultura politica, la gestione del potere per il potere non ha bisogno. Sarebbe non solo superflua, ma addirittura incompatibile, contraddittoria. Potremmo usare un’immagine: c’è una lastra di ghiaccio, sopra cui accadono le cose che contano, sulle quali però s’è persa la presa; cose rispetto a cui siamo variabili dipendenti: la concentrazione del potere economico e gli andamenti della finanza mondiale, l’impoverimento e il degrado del pianeta, le migrazioni di popolazioni, per esempio. Ne subiamo le conseguenze, senza poter agire sulle cause. Tutto ciò, sopra la lastra. Sotto sta la nostra ‘classe dirigente’ che dirige un bel niente. Non tenta di mettere la testa fuori. Per far questo, occorrerebbe avere idee politiche e almeno tentare di metterle in pratica. Che cosa resta sotto la crosta? Resta il formicolio della lotta per occupare i posti migliori nella rete dei piccoli poteri oligarchici, un formicolio che interessa i pochi che sono in quella rete, che si rinnova per cooptazione, che allontana e disgusta la gran parte che ne è fuori. La politica si riduce alla gestione dei problemi del giorno per giorno, a fini di autoconservazione del sistema di potere e dei suoi equilibri. Pensiamo a chi erano gli uomini che hanno guidato la ricostruzione dell’Italia dopo la guerra: Parri, Nenni, De Gasperi, Einaudi, Togliatti, per esempio. Se li mettiamo insieme, non è perché avessero le stesse idee ma perché ne avevano, e le idee davano un senso politico alla loro azione. Le cose che, oggi, vengono dette e fatte sono pezze, sono rattoppi d’emergenza, necessari per resistere, non per esistere. Non è politica. Nella migliore delle ipotesi, se non è puro ‘potere per il potere’, è gestione tecnica. La tecnica guarda indietro; la politica dovrebbe guardare avanti.

Il governo Monti qualche disastro tecnico l’ha fatto.
La tecnica come surrogato della politica è un’illusione. Se lei chiama un idraulico perché ha il lavandino otturato, si aspetta che, a lavoro ultimato, lo scarico del lavandino funzioni. Non chiede all’idraulico di cambiarle la cucina. Così, anche i tecnici in politica. Gestiscono i guasti nei dettagli. I governi tecnici per loro natura sono conservatori, devono mantenere l’esistente facendolo funzionare . Dovrebbe essere la politica a immaginare la cucina nuova. E, fuor di metafora, dovrebbe avere di fronte a sé idee di società, programmi, proposte di vita collettiva e, soprattutto nei momenti di crisi come quello che attraversiamo, perfino modelli di società.

Giovani parlamentari e governanti dovrebbero avere un’idea del mondo.
Basta essere nuovi e giovani? No. Quello che conta è la struttura dei poteri cui si fa riferimento e di cui si è espressione. Una volta si parlava di blocco sociale, pensando alle ‘masse’ organizzate in partiti di appartenenza, in sindacati d’interessi consolidati. Si pensava alle classi sociali. Oggi, siamo lontani da tutto questo, in attesa della ricomposizione di qualche struttura sociale che possa esprimere esigenze, richieste e forze propriamente politiche. In questo vuoto politico-sociale che cosa esiste e prospera? La rete degli interessi più forti. È questa rete che esprime i dirigenti attraverso cooptazioni. La democrazia resiste come forma, ma svuotata di sostanza. Se la si volesse rinvigorire, occorrerebbe una società capace di auto-organizzazione politica, ciò che una volta sapevano fare i partiti. Oggi, invece, sono diventati per l’appunto, canali di cooptazione, per di più secondo logiche di clan e di spartizione dei posti. Così, non si promuove il tanto necessario e sbandierato rinnovamento, ma si “allevano” giovani uguali ai vecchi. Ecco la parola: il rinnovamento sembra molto spesso un ‘allevamento’. Il resto è apparenza: velocità, fattività, decisionismo, giovanilismo, futurismo, creativismo ecc. Tutte cose ben note e di spiegabile successo, soprattutto in rapporto con l’arteriosclerosi politica che dominava. Ma, la novità di sostanza dov’è? La ‘rottamazione’ a che cosa si riduce? Tanto più che nelle posizioni-chiave del ‘nuovo’ troviamo continuità anche personali che provengono dal ‘vecchio’ e la soluzione di nodi che ci trasciniamo dal passato è continuamente accantonata, come il cosiddetto conflitto d’interessi.

L’impellente necessità di modificare l’assetto costituzionale è un refrain che abbiamo ascoltato da più parti, negli ultimi anni.
Sì. Le istituzioni possono sempre essere migliorate, rese più efficienti, eccetera. Ma, a me pare che esse siano diventate il capro espiatorio di colpe che stanno altrove, precisamente nelle difficoltà che incontra un aggregato di potere che sempre più difficoltosamente riesce a mediare e tenere insieme il quadro delle compatibilità, in presenza di risorse pubbliche da distribuire sempre più scarse, e in presenza per di più d’una contestazione diffusa. Anche in passato, al tempo di Berlusconi al governo, è accaduto qualcosa di simile, ma non di uguale. L’insofferenza nei confronti della Costituzione a me pare derivasse allora dalle esigenze di un potere aggressivo. Oggi, l’atteggiamento è piuttosto difensivo. I fautori delle ‘ineludibili’ modifiche costituzionali dicono: c’è bisogno di cambiamenti per governare meglio, con più efficienza. Ma lo scopo dominante sembra l’autodifesa. Si tratta di ‘blindarsi’, per usare una parola odiosa molto in voga. Il terrore delle elezioni, la vanificazione dei risultati elettorali, i ‘congelamenti’ istituzionali in funzione di salvaguardia vanno nella stessa direzione.

“Vanificazione dei risultati elettorali”: una cosuccia non da poco in una democrazia.
La grande maggioranza degli elettori si è espressa a favore della fine del berlusconismo. Invece è stato ricreato un assetto governativo-parlamentare nel quale un cemento tiene insieme tutto quel che avrebbe dovuto essere separato. Il Parlamento attuale, sebbene non possa considerarsi decaduto per effetto della legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta, dovrebbe considerarsi gravemente privato di legittimazione democratica . Ma si fa ormai finta di niente. Non bisognerebbe far di tutto per rimettere le cose a posto?

Larghe intese versus Grillo.
Le larghe intese sono la negazione della dimensione politica. Sono il regime della paralisi, della stasi. Platone paragona il buon politico al buon tessitore, al buon nocchiero, al buon medico. Nei suoi dialoghi, non è mai detto che il politico è colui che s’immagina come debba essere la convivenza nella polis: non si aveva nell’antichità l’idea che la politica fosse fatta di contrapposizione di modelli. L’idea della politica come scelta è una novità moderna. Oggi sembra che si viva in un eterno presente, in cui una posta di natura politica non esiste. Se non ci sono scelte, non c’è politica, e se non c’è politica non c’è democrazia, ma solo conflitti personali, di gruppo o di clan per posti, favori e, nel caso peggiore, garanzie d’immunità.

Quindi siamo senza futuro.
Finché la palude non viene smossa. Perché i cittadini vanno sempre meno a votare? Una volta si diceva ‘son tutti uguali’, intendendo ‘sono tutti corrotti’. Ma oggi è peggio, si pensa: ‘tanto non cambia nulla’. È un effetto della stasi politica. Il Movimento 5 Stelle è nato col dichiarato intento di smuovere la palude, addirittura di investirla con una burrasca che rovesci tutto. Una negazione, dunque. Ma, la politica deve contenere anche un intento costruttivo. Questo, finora, non è visibile o, almeno, non è percepito. Non che sia molto diverso, presso gli altri partiti, solo che questi sono già radicati e godono perciò del plusvalore che viene dall’insediamento istituzionale. Per chi si affaccia, un’idea chiara e forte del ‘chi siamo’ e ‘per cosa ci siamo’ è indispensabile. La tabula rasa e la rete non sono programmi. Non lo è nemmeno la lotta alla corruzione che, di per sé, rischia d’essere solo una competizione per la sostituzione d’una oligarchia nuova a una vecchia. Oltretutto, la storia e la stessa ‘materia del potere’ mostrano che nella politica la lotta contro la corruzione è senza prospettiva. Contro la corruzione devono valere le istituzioni di controllo e l’intransigenza dei cittadini. La politica è intrinsecamente debole. La ragione sta in quella che, all’inizio del secolo scorso, è stata definita la ‘ferrea legge delle oligarchie’, il che significa che i grandi numeri, per essere governati, hanno bisogno dei piccoli. I piccoli – e l’osservazione vale per tutti, anche per i 5 Stelle – prima o poi si chiudono in se stessi e si alimentano con la corruzione, alimentandola a propria volta. In difetto di politica, alla corruzione non c’è limite perché essa, nei regimi autoreferenziali, non è la patologia, ma la fisiologia del potere. Se si vuole: è la fisiologia dentro una patologia.

Senza speranza, dunque?
Siamo di fronte a un bivio. Da una parte c’è il progressivo arroccamento che, prima di implodere, passerebbe attraverso misure, dirette o indirette, contro la democrazia e la Costituzione. Dall’altra, la rianimazione della politica e la riapertura dei canali della partecipazione, che dovrebbe portare al rafforzamento della democrazia e della Costituzione. La prima strada è pericolosa anche per chi volesse percorrerla, perché l’inquietudine sociale, prima o poi, esploderebbe con esiti che non vorremmo nemmeno immaginare. La seconda è difficile perché la politica non s’inventa a tavolino scrivendo documenti, ma si costruisce quotidianamente nel rapporto con i bisogni, le aspirazioni, le difficoltà e i dolori dei cittadini.

Cosa pensa della decisione di non chiedere un passo indietro ai sottosegretari indagati?
La giovane ministra per i rapporti col Parlamento ha detto che non si chiede a qualcuno di dimettersi solo perché inquisito. Giusto. Altrimenti, la politica sarebbe in balia non solo, o non tanto, della discrezionalità dei giudici, ma soprattutto di denunce pretestuose o calunniose, alle quali il magistrato deve dare corso. La questione però sta in quel “solo”. Politica e giustizia hanno logiche diverse. Nulla vieta al governo di difendere – fino a un certo punto – i suoi inquisiti con le ragioni che gli sono proprie, cioè con ragioni politiche. Ma deve spiegare perché lo fa, pur in presenza di motivi di sospetto; deve assumersene la responsabilità; deve giustificare perché abbandona uno e protegge un altro. Non basta dire che si tratta ‘solo’ di procedimenti penali avviati e non conclusi (con una condanna). La presunzione d’innocenza non c’entra nulla con la dignità della politica.

Lei è mai stato tentato dalla politica?
Ciò cui mi sento più adatto è l’insegnamento. Per la politica, soprattutto per la politica, occorrerebbe una vera vocazione. Ricorda la conferenza di Max Weber intitolata, per l’appunto, la politica come professione-vocazione? Ecco: non sento la vocazione. C’è poi una considerazione che riguarda un potenziale conflitto d’interesse. Chi si occupa di attività intellettuali deve essere disinteressato personalmente. Ancora citando Weber: non deve cedere alla tentazione di mettere se stesso, e i suoi interessi, davanti all’oggetto dei suoi studi. Potrebbe esserci la tentazione di dire cose e sostenere tesi non per amore della verità (la piccola verità che si può andar cercando), ma per ingraziarsi questo o quel potente che ti può offrire, arruolandoti, una carriera politica.

Perché la politica non attrae più i migliori?
Una volta avere in famiglia un deputato o un senatore era come avere un cardinale. Oggi, talora, ci si vergogna perfino. Ha visto quanti ‘rifiuti eccellenti’, opposti alla seduzione di un posto al governo? Se la politica non ha prospettive ma è semplicemente un girone d’affari, non servono politici, servono affaristi.

Vota?
Ho sempre votato, malgrado tutto. C’è una pagina di ‘Non c’è futuro senza perdono’ del premio Nobel per la Pace e arcivescovo di Città del Capo, Desmond Tutu, in cui si descrive la coda al seggio dei neri del suo Paese che, acquistati i diritti politici dopo l’apartheid, per la prima volta vanno a votare, piangendo. Attenzione a dire che il voto è un orpello.

Cosa pensa dell’Italicum nato dall’accordo tra il Pd e Forza Italia?
Non so che cosa ne verrà fuori. Mi colpisce, comunque, che la legge elettorale sia decisa dagli accordi d’interesse di tre persone (Berlusconi, Renzi, Alfano), invece che dalle ragioni della democrazia, cioè dalle ragioni di tutti i cittadini elettori. Mi colpisce tanta arroganza, mentre con un Parlamento delegittimato come l’attuale, si tratterebbe di fare la legge più neutrale possibile. Mi colpisce che si pensi a una legge che, contro un’indicazione precisa della Corte costituzionale, creerebbe una profonda disomogeneità politica tra le due Camere. Mi colpisce che si dica con tanta leggerezza che non importa, perché il Senato sarà abolito. Mi colpisce che nel frattempo, comunque, si sospenderà il diritto alle elezioni, perché la contraddizione tra le due Camere impedirà di scioglierle. Mi colpisce che non ci siano reazioni adeguate a questa passeggiata sulle istituzioni.

E l’idea di “diminuire” il Senato?
Vedremo la proposta. Fin da ora, vorrei dire che piuttosto che un pasticcio – interessi frammentati di politici locali con una spruzzata di cultura –, piuttosto che una cosa indefinita, senza una funzione, una propria ragion d’essere stabile e continuativa, meglio l’abolizione radicale. Meglio il nulla, piuttosto che l’umiliazione. Esistono già commissioni paritetiche, per la bisogna. Si cerchi di non trattare le istituzioni come merce vile che si vende al qualunquismo antiparlamentare al prezzo di qualche piccolo risparmio sul ‘costo della politica’. I Senati, o ‘seconde Camere’, o ‘Camere alte’ hanno profonde ragioni d’esistenza. Le loro funzioni, quali che esse specificamente siano, si giustificano con l’esigenza di introdurre nei tempi brevi della democrazia rappresentativa la considerazione d’interessi di più lunga durata, che riguardano – come si dice – le generazioni future. Sono assemblee moderatrici rispetto all’incalzare del consenso elettorale che deve essere incassato a intervalli brevi dall’altra assemblea. La prima Camera è necessariamente miope; la seconda Camera deve essere presbite. Deve far valere le ragioni della durata su quelle dell’immediatezza. La sua composizione e le sue funzioni dovrebbero tener conto di questa vocazione, essenziale affinché la democrazia rappresentativa non dilapidi in tempo breve le risorse di tutti, nell’interesse elettorale di qualcuno. Mi pare che i discorsi dei nostri riformatori restino molto in superficie, rispetto alla profondità della questione.

Non è un bel momento, anche per le istituzioni di garanzia.
Le istituzioni di garanzia sono la magistratura, dunque anche la corte costituzionale, e il presidente della Repubblica. Poi c’è la libera stampa, che dovrebbe vigilare nell’esercizio della sua funzione al servizio della pubblica opinione. Siccome nelle oligarchie, come si è detto, le segrete cose – trattative, patti non dichiarati e dichiarabili, corruzione delle funzioni pubbliche – sono fisiologiche, le istituzioni di garanzia e libera stampa dovrebbero fare da contraltare quando occorre. In ogni caso, non mescolarsi e non omologarsi.

Il sistema italiano è perfettamente riassunto dal rapporto tra Rai e politica: è una commissione parlamentare che vigila sul servizio pubblico – e sull’informazione che produce – e non il contrario. Ben più che un paradosso.
È uno dei grandi rovesciamenti che ci tocca osservare in questi tempi. Non l’unico. Pensiamo ad esempio al sistema elettorale. Dovrebbe garantire che la base della vita politica stia presso i cittadini elettori. La logica della legge che abbiamo avuto fino a ora e, con ogni probabilità, di quella che avremo se la riforma andrà in porto, è invece quella della nomina dall’alto (delle segreterie dei partiti), con ratifica degli elettori. Uno dei principi del Fascismo era: ‘il potere procede dall’alto ed è acconsentito dal basso’.

Torniamo a Weber: cosa può indurre uno studioso a rinunciare a un bene sommo quale l’autonomia?
Le risposte più banali sono la seduzione del potere, la carriera. C’è però, credo, la tentazione dell’apprendista stregone o della ‘mosca cocchiera’: pensare di guidare la politica. Quando Carl Schmitt è stato processato a Norimberga, ha osato dire: ‘Non sono io a essere stato nazista, era il nazismo a essere schmittiano’.

Il pericolo non è essere costretti a sostenere certe tesi a tutti i costi?
Se si riferisce all’atteggiamento di molti costituzionalisti nei confronti dell’ultima fase della presidenza di Giorgio Napolitano, direi che è prevalsa l’idea che il presidente della Repubblica fosse l’ultimo baluardo, al di là del quale il caos, il disastro, il fallimento. Ciò ha portato a giustificare l’assunzione di compiti e il compimento di atti che nella storia costituzionale repubblicana, non si erano mai incontrati. Al punto che si parla ormai come cosa ovvia, non problematica, d’una repubblica presidenziale che ha preso il posto del sistema parlamentare. Tutto ciò si è manifestato in un attivismo finora sconosciuto. Ma è stato un attivismo orientato a quella che si dice essere la stabilità e la continuità, e che si traduce in conservazione. Mi pare che si possa dire che è prevalsa la paura del nuovo, il pessimismo politico. Solo apparentemente per paradosso, l’attivismo costituzionale è coinciso con il conservatorismo politico. La Costituzione, prevedendo un ruolo neutrale e super partes, del presidente della Repubblica, dà, mi pare, un’indicazione opposta: l’imparzialità costituzionale per consentire le innovazioni politiche, il rinnovamento della vita politica. Ottimismo politico.

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