Giovedì, 22 Ottobre 2020
 
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sara quagliaVedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni la dimensione dello scandalo che vede coinvolte, anche in campo politico, come in tanti campi della vita sociale, persone che si sono precipitate ad accaparrarsi i 600 euro, poi diventati 1000, destinati alle partite IVA in difficoltà durante il lock-down.

I numeri sono già impressionanti, si parla di 2000 fra parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, insomma le cariche istituzionali. Qualsiasi siano la dimensione ed il numero, vi sono alcune considerazione che vanno fatte.

Per iniziare, l’aspetto morale, che riguarda e coinvolge tutti. Riguarda tanto i politici quanto i non politici, riguarda chi, nel momento di massima difficoltà del Paese, non si fa scrupolo di accedere a risorse, sapendo di non averne diritto e necessità, togliendo in questo modo quelle stesse risorse a chi realmente ne ha bisogno. E’ un comportamento che chiamare vergognoso è poco, siamo nel campo dell’accattonaggio peggiore, del benestante egoismo che ha tutto e vuole sempre di più. Un comportamento che si rispecchia nell’indifferenza verso gli ultimi, ma anche nello sfruttamento dell’ambiente e delle risorse, senza un pensiero alle future generazioni, come ben vediamo in Veneto, campione di inquinamento, disboscamento, cementificazione.

Non sono tempi per i ‘no comment’ , di commenti da fare ve ne sono molti. Quindi ben vengano i controlli dell’INPS, ben vengano tutte le azioni che seguiranno e dovranno seguire a queste truffe. Ben vengano le richieste dei nomi, ben venga la richiesta che quanto preso senza averne diritto sia restituito, ben venga la richiesta che chi, in ruolo politico, ha agito in questo modo sia sospeso e gli sia tolta la possibilità , nel presente e nel futuro, di tornare a ricoprire incarichi istituzionali.

Nell’ambito politico però è necessario un passaggio ulteriore, che riguarda la qualità della rappresentanza che viene candidata ed eletta. Candidata ed eletta: esattamente in questo ordine, perché prima del voto c’è la scelta delle candidature, che avvengono all’interno dei partiti e dei movimenti. E quanto avviene in queste ore si intreccia a doppio filo con il dibattito sul taglio dei parlamentari, per il quale andremo a referendum il 20 e 21 settembre.

Il taglio ha facile presa: si riducono i parlamentari e si tagliano i costi. Ma si riduce anche il dibattito ad un tema di costi, slegandolo dal tema, altrettanto importante, se non centrale, dei processi di scelta di chi ci rappresenta. Insomma, si racconta la mezza verità, omettendo di dire l’altra mezza : quella di un mondo politico che diventa in questo modo fine a se stesso e sempre più svincolato dalle scelte popolari.

Un po’ come è avvenuto con le Province che ora non rispondono più al voto degli elettori, ma a nomine politiche. E i costi sono ancora lì.

Quanto succede in questo momento dovrebbe essere il campanello d’allarme per spostare l’attenzione proprio sul come avvengono le candidature, come e quali. Avviare un processo di coinvolgimento alla politica, a partire dal territorio in cui si vive, anche dal proprio luogo di lavoro. Saper aprire le porte alla gente comune, rinnovando i processi che nei partiti vedono da decenni le stesse persone e dove spesso si è fatto passare per rinnovamento la brutta copia, solo più giovane, del vecchio sistema. Fare un passo in avanti, assumendo maturità e il percorso più complicato, senza sposare semplici slogan che partono dalla rottamazione per approdare al taglio della casta, ma facendo capire che senza rinnovamento morale, non ci sarà taglio che ci salverà.

Per tutto un altro futuro con il Veneto che Vogliamo.
Sara Quaglia – Candidata nelle liste del Veneto che Vogliamo

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